Il futuro dei brevetti sulle cellule staminali embrionali in Europa: Il caso Brustle contro Greenpeace eV - ECLT - Università di Pavia

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Il futuro dei brevetti sulle cellule staminali embrionali in Europa: Il caso Brustle contro Greenpeace eV

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Parere dell’Avvocato Generale Yves Bot sulla causa C-34/10: Oliver Brustle v Greenpeace eV


Il caso di Brustle contro Greenpeace eV riguarda la brevettabilità delle cellule staminali embrionali. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Corte di Giustizia) è stata interpellata in via pregiudiziale in merito all'interpretazione dell’articolo 6(2)(c) della Direttiva 98/ 44/EC sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche.

Il signor Brustle è titolare di un brevetto tedesco su cellule staminali, isolate e purificate, precursori di neuroni, sui processi necessari per la loro produzione a partire da cellule staminali embrionali e sull’uso delle cellule precursori per il trattamento di patologie neuronali. Il brevetto di cui sopra era stato precedentemente contestato da Greenpeace davanti al Tribunale Federale dei Brevetti della Germania per il fatto che le cellule precursori sono state ottenute da cellule staminali embrionali umane. Il Tribunale Federale dei brevetti aveva invalidato il brevetto detenuto dal signor Brustle, che ha quindi deciso di appellarsi alla sentenza davanti alla Corte Federale di Giustizia della Germania. La Corte di Giustizia Federale Tedesca ha sospeso il procedimento e ha indirizzato alla Corte di Giustizia in via pregiudiziale alcune domande riguardanti l'interpretazione del termine “embrioni umani” presente nell’articolo 6(2)(c) della Direttiva 98/ 44/ EC.

Il 10 Marzo 2011, l'Avvocato Generale Yves Bot ha espresso la sua opinione sul caso come previsto dall’articolo 252 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Secondo il diritto Comunitario, il parere dell’avvocato Generale non è vincolante per la Corte di Giustizia, ma può servire come punto di partenza per la deliberazione dei giudici.  Dato che non esiste la possibilità di appellare le sentenze della Corte di Giustizia, l'opinione dell'Avvocato Generale è un importante meccanismo che assicura la corretta amministrazione della giustizia davanti alla Corte di Giustizia, in quanto dà ai giudici la possibilità di considerare l'opinione di un altro soggetto giuridico qualificato prima di prendere la decisione finale.

L’Avvocato Generale ha concluso che “il concetto di'embrione umano si applica dalla fase di fecondazione iniziale di cellule totipotenti per tutto il processo successivo di sviluppo e formazione del corpo umano”.  L’Avvocato Generale ha tuttavia escluso dal concetto di embrione umano le cellule staminali embrionali pluripotenti  in quanto queste non hanno la capacità di svilupparsi in un essere umano. Nonostante questo, l’Avvocato Generale ha escluso la brevettabilità di ogni invenzione per la quale il processo tecnico richieda la distruzione dell’embrione umano.

Questa è la prima volta che la Corte di Giustizia è chiamata ad interpretare l’articolo 6(2)(c) della Direttiva 98/44/EC. Come detto in precedenza, la Corte di Giustizia non è tenuta a seguire l’opinione dell’Avvocato Generale. Tuttavia, se la Corte di Giustizia deciderà di sostenere l’opinione dell’Avvocato Generale, ci saranno rilevanti conseguenze sul futuro degli investimenti da parte dell’industria biotecnologica in questo campo di ricerca. Inoltre, le industrie di questo settore all’interno dell’Unione Europea dovranno rivolgere la loro attenzione a cellule staminali somatiche adulte per procedere con la loro ricerca.


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